La Settimana a Venire, 15 giugno: Petrolio in Calo con l'Avvicinarsi di un Accordo USA-Iran
Il venerdì, 12 giugno il greggio WTI si è attestato intorno agli 84,88 dollari al barile 2026, il minimo delle ultime otto settimane, mentre il Brent ha chiuso a circa 87,33 dollari, in seguito alla prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Nel fine settimana, la situazione si è ulteriormente evoluta: il presidente Trump ha dichiarato che l'accordo è "ormai completo" e che lo Stretto riaprirà una volta firmato l'accordo venerdì 19 giugno in Svizzera, sebbene l'Iran abbia invitato alla cautela e l'accordo non sia ancora stato firmato. Il percorso di tale riapertura, parziale o totale, rapida o lenta, potrebbe influenzare l'andamento del petrolio, dell'oro, del dollaro, dei titoli energetici e delle tre decisioni delle banche centrali previste per questa settimana.
Ecco cosa gli operatori di mercato potrebbero voler sapere in vista di questa settimana difficile:

TL;DR
Venerdì 12 giugno, il WTI ha chiuso intorno agli 84,88 dollari e il Brent intorno agli 87,33 dollari, entrambi ai minimi pluriennali, dopo un calo di circa il 6% nel corso della settimana.
Il 14 giugno, il presidente Trump ha definito l'accordo "completo", con la firma prevista per il 19 giugno in Svizzera e la riapertura dello Stretto di Taiwan in seguito alla firma; l'Iran ha invitato alla cautela e l'accordo non è ancora stato firmato.
Il petrolio ha aperto la nuova settimana in ribasso, con il WTI intorno agli 80 dollari al barile il 15 giugno, il livello più basso da circa due mesi, sebbene i prezzi rimangano superiori di oltre il 20% rispetto ai livelli pre-conflitto.
La Fed (16-17 giugno), la Banca d'Inghilterra (18 giugno) e la Banca Nazionale Svizzera (18 giugno) decideranno sui tassi di interesse questa settimana, con l'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense di maggio al 4,2%.
I mercati statunitensi saranno chiusi venerdì 19 giugno per il Juneteenth, lo stesso giorno in cui è prevista la firma dell'accordo.
Cosa ha Influenzato i Prezzi del Petrolio
Il petrolio è in calo da settimane, non solo da giorni. Il Brent ha perso circa il 17% nell'ultimo mese, raggiungendo il livello più basso dall'inizio di marzo, e il greggio ha perso un ulteriore 6% nella settimana fino a venerdì, mentre crescevano le aspettative di un accordo tra Washington e Teheran. Venerdì, un funzionario dell'amministrazione statunitense ha stimato all'80% la probabilità di un accordo firmato, mentre il ministro degli Esteri iraniano ha invitato alla cautela sui termini. Al momento della stesura di questo articolo, l'accordo è stato raggiunto ma non firmato, e il rischio di mancata esecuzione è concreto: le notizie di un drone lanciato contro una nave mercantile e le operazioni israeliane contro Hezbollah in Libano hanno mantenuto incerto l'esito anche nella nuova settimana. Il greggio ha aperto in ribasso non appena la notizia si è diffusa, con il WTI vicino agli 80 dollari al barile lunedì 15 giugno, il livello più basso da circa due mesi, ma i prezzi rimangono comunque superiori di oltre il 20% rispetto a prima dell'inizio del conflitto, il 28 febbraio. (Fonte: FX Street)
Cosa Osservare Questa Settimana
Sarà una settimana intensa per le banche centrali.L'evento principale, la riunione della Federal Reserve con le proiezioni economiche aggiornate, è in programma per il 16 e 17 giugno, con la decisione e le nuove proiezioni annunciate il secondo giorno, mercoledì 17 giugno. Nel frattempo, la Banca d'Inghilterra e la Banca Nazionale Svizzera annunceranno le rispettive decisioni di politica monetaria giovedì 18 giugno. I mercati osserveranno come ciascuna banca centrale interpreterà il calo del prezzo del petrolio rispetto all'inflazione, dopo che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense di maggio si è attestato al 4,2% su base annua, il livello più alto da aprile 2023. Mercoledì sarà una doppia giornata ricca di appuntamenti, con la pubblicazione dei dati preliminari sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti per il mese di maggio alle 8:30 ora di New York, poche ore prima della riunione della Fed.
Sul fronte geopolitico, gli operatori potrebbero voler monitorare eventuali conferme o fallimenti dell'accordo, nonché i dettagli sulla tempistica per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che non è ancora stata confermata. Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto può fornire un'indicazione preliminare sulla ripresa degli scambi commerciali.
Inoltre, i mercati statunitensi saranno chiusi venerdì 19 giugno per la festività federale del Juneteenth, Giornata Nazionale dell'Indipendenza, giorno in cui è prevista la firma dell'accordo.
Analisi Multi-Asset
L'Oro ha registrato un calo anziché un rialzo: il 12 giugno si attestava intorno ai 4.200 dollari l'oncia, chiudendo a circa 4.211 dollari, e si avviava a un secondo calo settimanale consecutivo, con gli operatori concentrati su tassi di interesse elevati e di lunga durata piuttosto che sul conflitto. L’Indice del dollaro USA si è attestato intorno a 99,8 lo stesso giorno, dopo essersi rafforzato a causa dei timori di un'escalation e aver recuperato terreno con il crescere delle speranze di un accordo. I mercati azionari si muovono su entrambi i lati: i titoli energetici tendono a seguire l'andamento del petrolio, mentre le compagnie aeree e altri grandi consumatori di carburante tendono a muoversi in direzione opposta. L'indice 'S&P 500 ha chiuso venerdì a 7.431,46 punti, in rialzo dello 0,5%, sostenuto dal debutto in borsa di SpaceX e dal miglioramento del sentiment.
Il prezzo del gas naturale Henry Hub negli Stati Uniti non è ancora calato tanto quanto quello del petrolio. Il 12 giugno ha chiuso intorno ai 3,12 dollari per MMBtu, sostenuto dalla tipica domanda estiva e da livelli di stoccaggio molto elevati. Si noti che lo Stretto di Hormuz è un punto di transito critico sia per il petrolio greggio che per il GNL. Per quanto riguarda i tassi, un calo prolungato del prezzo del petrolio potrebbe attenuare uno degli indicatori inflazionistici proprio mentre la Fed aggiorna le sue proiezioni, sebbene il dato di maggio sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) mostri che la pressione sui prezzi non è scomparsa.
Conclusione
La ripresa del settore petrolifero sembra rappresentare un rischio a doppio senso piuttosto che una tendenza consolidata. Sono in corso trattative sia per un accordo già firmato con una chiara tempistica di riapertura, sia per un'eventuale interruzione dei negoziati, e l'esito di tale percorso influenzerà probabilmente le materie prime, il dollaro, i titoli energetici e le decisioni sui tassi di interesse di questa settimana. Poiché l'accordo sembra essere stato raggiunto ma non ancora firmato, gli operatori di mercato farebbero bene a monitorare attentamente gli sviluppi.
* Le prestazioni passate non garantiscono i risultati futuri. Quanto sopra è fornito esclusivamente a scopo di marketing ed informativo, e costituisce solo una proiezione; non deve essere considerato una ricerca sugli investimenti, una consulenza sugli investimenti o una raccomandazione personale.
FAQs
Cosa è successo al petrolio la scorsa settimana?
Il WTI ha chiuso intorno agli 84,88 dollari e il Brent intorno agli 87,33 dollari venerdì 12 giugno, entrambi ai minimi pluriennali, dopo che il greggio ha perso circa il 6% a causa delle crescenti speranze di un accordo.
L'accordo tra Stati Uniti e Iran è definitivo?
Trump lo ha definito 'completo' il 14 giugno, con la firma prevista per il 19 giugno in Svizzera e la riapertura dello Stretto di Hormuz subito dopo la firma. L'Iran ha invitato alla cautela; l'accordo non è ancora stato firmato e, secondo quanto riportato, i termini includono un cessate il fuoco di 60 giorni e la riapertura dello Stretto dopo la firma, con colloqui tecnici previsti prima di venerdì.
Perché lo Stretto di Hormuz è importante per il petrolio?
Attraverso di esso transita circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio via mare, quindi la sua quasi chiusura ha eliminato una quota consistente dell'offerta e una riapertura potrebbe iniziare a ripristinare tale flusso.
Cosa faranno le banche centrali questa settimana?
La Fed si pronuncerà il 17 giugno con nuove proiezioni, mentre la Banca d'Inghilterra e la Banca Nazionale Svizzera si pronunceranno il 18 giugno; i mercati osserveranno attentamente come valuteranno il calo del petrolio rispetto all'inflazione di maggio, pari al 4,2%.
Perché l'oro e il gas naturale non sono aumentati con il conflitto?
L'oro ha subito un rallentamento a causa delle aspettative di tassi d'interesse elevati per un periodo prolungato, anziché registrare un rialzo, mentre il gas naturale statunitense è stato sostenuto da ampie scorte e dalla domanda estiva.